Decreto formazione 2026: Scopri i Nuovi Fondi per la Tua…

Introduzione: cosa prevede il Decreto direttoriale n. 211 del 4 maggio 2026

Il decreto formazione 2026 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce le modalità di programmazione ed erogazione del Fondo per il potenziamento delle competenze e la riqualificazione professionale (art. 50‑bis, d.l. n. 73/2021, conv. l. n. 106/2021). Si tratta di un importante intervento pubblico dedicato alla formazione professionale e ai corsi finanziati rivolti a lavoratori in cig, percettori di NASpI e soggetti in percorsi di ricollocazione.

Beneficiari: a chi sono destinati i corsi finanziati nel decreto formazione 2026

Le risorse del Fondo possono essere utilizzate per percorsi formativi destinati a:

  • lavoratori beneficiari di trattamenti di integrazione salariale con riduzione dell’orario di lavoro superiore al 30% nel periodo di 12 mesi;
  • percettori della NASpI.

Questi destinatari possono accedere a interventi progettati per aggiornare competenze, favorire la riqualificazione e migliorare la spendibilità professionale nel mercato del lavoro.

Tipologie di interventi ammessi

Il decreto elenca le attività formative e occupazionali finanziabili. Tra le principali troviamo:

Percorsi di aggiornamento e riqualificazione nel decreto formazione 2026

– Corsi di aggiornamento fino a 60 ore, rivolti anche ai lavoratori impiegati in settori strategici collegati a transizione digitale ed ecologica.
– Corsi di aggiornamento fino a 150 ore o percorsi di riqualificazione tra 151 e 600 ore per i lavoratori con riduzione d’orario superiore al 30%, inclusi beneficiari di assegno di ricollocazione CIGS, organizzati anche dai Centri per l’Impiego (CPI) o dalle strutture regionali per la gestione delle crisi aziendali.

Job Day e laboratori formativi

L’organizzazione di Job Day correlati a specifici laboratori formativi (durata fino a 60 ore) è prevista per favorire l’incontro domanda‑offerta e garantire attività pratiche anche a valle dell’evento.

Attività mirate e outplacement

I CPI possono promuovere attività formative mirate (fino a 60 ore) su richieste aziendali del territorio. È inoltre previsto il finanziamento di servizi di outplacement tramite attività formative di aggiornamento fino a 60 ore.

IVC e certificazione delle competenze

In parallelo alle attività formative, è possibile attivare percorsi di IVC (Individuazione, Validazione e Certificazione delle Competenze) ai sensi del d.lgs. n. 13/2013 e del provvedimento ANPAL. Le certificazioni rilasciate dai soggetti titolati nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze (SNCC) valorizzano le competenze acquisite e ne aumentano la trasparenza per futuri percorsi occupazionali.

Incentivi alla partecipazione: indennità e bonus

Per favorire la partecipazione ai corsi finanziati, il decreto prevede:

  • la possibilità di erogare un’indennità di partecipazione per la fruizione degli interventi;
  • un bonus di 250 euro al superamento dell’esame finale (per percorsi indicati nel decreto, con alcune esclusioni come certi beneficiari di assegno di ricollocazione CIGS);
  • una maggiorazione del bonus per il genitore beneficiario: la Regione può elevare il valore fino a 650 euro, applicando criteri basati su ISEE o numero di figli, con un incremento di 100 euro per ogni figlio minore di 10 anni fino al tetto massimo.

Programmazione regionale e modalità di accesso

Le risorse sono programmate dalle Regioni mediante uno specifico Piano di programmazione. Il Piano deve garantire coerenza con le finalità del Fondo e viene valutato dal Ministero del Lavoro entro 30 giorni. Eventuali modifiche al Piano richiedono l’invio di una proposta di modifica al Ministero, che si esprime entro 15 giorni.

Le attività sono finanziate in regime di semplificazione dei costi con l’impiego delle Unità di Costo Standard (UCS) e devono rispettare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e gli standard formativi previsti dalla normativa.

Risorse e flussi finanziari

Le risorse, ripartite alle Regioni secondo quanto previsto dalla normativa esistente, sono erogate dopo l’approvazione del Piano regionale. Al termine degli interventi, la Regione trasmette al Ministero una relazione sulle attività svolte per consentire la rendicontazione e la verifica dell’impiego dei fondi.

Implicazioni pratiche per aziende, lavoratori e formatori

Per le aziende e i lavoratori la novità rappresenta un’opportunità concreta per finanziare percorsi di formazione professionale e corsi finanziati mirati a mantenere o migliorare l’occupabilità. Le imprese possono collaborare con i CPI e le strutture regionali per segnalare fabbisogni e partecipare alla programmazione.

I provider formativi e i Centri per l’Impiego dovranno adeguare offerte e progetti agli standard richiesti (UCS, LEP, SNCC) per poter erogare attività finanziate. Anche la predisposizione di percorsi IVC e il supporto alla certificazione costituiscono un valore aggiunto per aumentare la spendibilità delle competenze acquisite.

Dove trovare il testo ufficiale

Per consultare il decreto nella sua versione integrale e gli allegati ufficiali è possibile consultare la pagina del Ministero del Lavoro: https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/DD-211-del-04052026

Conclusione e invito all’azione

Il Decreto direttoriale n. 211/2026 rappresenta una risorsa preziosa per promuovere la formazione professionale e i corsi finanziati rivolti a lavoratori in integrazione salariale e percettori di NASpI. L’integrazione di percorsi formativi, certificazione delle competenze e incentivi economici può sostenere il re‑ingresso o il rafforzamento nel mercato del lavoro.

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